I TRUCCHI DELLE INDUSTRIE ALIMENTARI NELLE ETICHETTE

Dal momento che l'indicazione degli ingredienti in ordine decrescente di peso in etichetta è un obbligo, quello che da tempo le industrie alimentari cercano di fare è mascherare gli ingredienti stessi mostrandone una immagine non allarmista.

Ecco i trucchi più comuni:

 

Zucchero aggiunto dove non ce lo aspettiamo

Lo zucchero rende tutti i piatti irresistibili, ecco che le industrie alimentari hanno iniziato ad inserirlo in alimenti che se preparati in casa non ci viene in mente di inserirlo:

  • maionese

  • sughi pronti

  • wurstel

 

Zucchero in varie forme per non comparire in cima agli elenchi

Spesso lo zucchero è il primo ingrediente di un alimento, ma alle aziende non conviene mostrarlo come tale, infatti il consumatore è sempre più attento a cosa consuma e certi alimenti inizia ad evitarli.

Il trucco quindi è quello di scomporre la quantità di zucchero presente in diversi componenti. Una marmellata potrà contenere tra gli ingredienti:

  • zucchero bianco

  • destrosio

  • glucosio

  • zucchero di canna

  • sciroppo di mais

riuscendo così a far comparire la frutta in prima posizione, quando invece non meriterebbe questo podio.

 

Olio Vegetale

La parola “vegetale” potrebbe far pensare a qualcosa di naturale o comunque di più salutare di un grasso animale come per esempio il burro, in realtà la dicitura “olio vegetale” nascondono una serie di olii che sono sì vegetali, ma poco benfici per la salute.

Da dicembre 2014 dovrebbe essere obbligatorio specificare quale tipo di olio vegetale viene usato, ma poche aziende fino ad ora si sono adeguate alla nuova normativa.

L'olio vegetale in assoluto più usato è l'olio di palma, a volte l'olio di cocco. Entrambi gli olii hanno un alto contenuto di grassi saturi pertanto non è consigliato il loro consumo, soprattutto per chi ha problemi cardiovascolari o di colesterolo alto.

Purtroppo l'olio di palma è utilizzato dalla maggioranza delle aziende alimentari perchè offre molti vantaggi:

  • è molto economico

  • Il suo elevato contenuto di grassi saturi lo rende semi-solido a temperatura ambiente quindi molto comodo da impiegare nelle preparazioni industriali

Un altro motivo per non consumare prodotti con olio di palma e di tipo ecologico. A causa delle sempre crescente domanda, per utilizzare sempre più terrenti per piantare palme molti coltivatori non esitano a deforestare utilizzando spesso metodi drastici che comprendono incendi in grado di distruggere centinaia di ettari di foreste ogni anno, contribuendo alla scomparsa di sempre più numerose specie vegetali ed animali, che si trovano improvvisamente deprivate del proprio habitat naturale.

Entro la fine del 2014 la normativa relativa alle etichette cambierà e non sarà più possibile dichiarare la generica dicitura di olio vegetale senza specificare di che tipo.

 

Pubblicizzare un ingrediente come principale

Anche questo è un trucco che viene spesso usato dalle aziende, si pubblicizzano per esempio i grissini all'olio extravergine di oliva, quando in realtà l'olio maggiormente presente è un generico olio vegetale, mentre l'olio di oliva è in fondo alla lista degli ingredienti.

Spesso le aziende usano questo trucco per pubblicizzare ingredienti salutari in cibo che di salutare ha poco.

Questo trucco si chiama “etichetta imbottita” ed è spesso usato dai produttori di cibo di bassa qualità, quello che viene chiamato “cibo spazzatura”.

 

Mascherare ingredienti dannosi

Un altro trucco consiste nel mascherare ingredienti dannosi dietro nomi dal suono innocente, che fanno credere al consumatore che siano sani. Il nitrito di sodio (conservante E250 che si trova nei salumi), per esempio, suona perfettamente innocente, ma è ben documentato che è un additivo cancerogeno e che non dovrebbe essere mai assunto.
Carminio suona come un innocente colorante per alimenti, ma in realtà è fatto con le carcasse frantumate di scarafaggi rossi della cocciniglia. Naturalmente, nessuno mangerebbe yogurt alle fragole se sulla etichetta ci fosse indicato “colorante rosso per alimenti a base di insetti”.
Allo stesso modo,
estratto di lievito suona come un ingrediente salutare, ma in realtà è un trucco usato per nascondere il glutammato monosodico (MSG, un esaltatore chimico di sapore, per dare gusto ai cibi eccessivamente elaborati) senza avere l’obbligo di indicarlo nell’etichetta. Molti ingredienti contengono glutammato monosodico nascosto.

 

A basso contenuto calorico, light, senza zucchero

Se un alimento è pubblicizzato avente poco zucchero, o totalmente assente ma è ugualmente dolce significa che sono stati utilizzati degli edulcoranti.

Attenzione agli edulcoranti tossici, anche quelli come l'aspartame, non riconosciuti come tali dall'Establishment ma della cui tossicità esistono studi ed pubblicazioni validissime.

 

farina integrale

Le farine integrali sono sicuramente da prediligere rispetto a quelle raffinate.

Attenzione però agli alimenti che vengono dichiarati integrali in etichetta: il più delle volte si tratta di farina raffinata con l’aggiunta di crusca.

È infatti difficile trovare pasta o biscotti interamente integrali, ai produttori costa meno aggiungere della crusca alla farina bianca che acquistare lotti di farina integrale per produrre quegli specifici prodotti. E non sono nemmeno prodotti illegali perchè la legge stabilisce che una farina può definirsi integrale quando il tasso di minerali è compreso tra 1,30 e 1,70 su cento parti di sostanza secca.

Ma un pane prodotto con vera farina integrale non è paragonabile ad un pane prodotto farina bianca con l'aggiunta di crusca, quello con vera farina integrale ha un potere nutritivo che la combinazione farina bianca + crusca non ha, perchè il processo di raffinazione del grano ha impoverito la farina di tutti i suoi preziosi minerali. Ecco perchè è bene acquistare solo prodotti veramente integrali.

Come riconoscerli?

Nel pane per esempio se la mollica ha un colore di base chiaro in cui si evidenziano tanti puntini scuri è senz’altro una falsa farina integrale, il vero pane integrale, ha un colore scuro omogeneo. Lo stesso discorso vale per la pasta anche se la disomogeneità è più difficilmente riconoscibile.

 

Pesca sostenibile

Il tonno che troviamo in scatola viene perlopiù pescato con reti a circuizione su FAD (sistemi di aggregazione per pesci) che causa non solo la cattura di esemplari giovani di tonno, aggravando la crisi delle risorse, ma di numerosi altri animali marini, tra cui specie in pericolo, come squali e tartarughe? Si stima che, per ogni nove chilogrammi di tonni catturati, si pesca un chilogrammo di altri animali "indesiderati".

Grazie ad una campagna sulla sostenibilità della pesca del tonno condotta da Greenpeace su alcune scatolette di tonno hanno iniziato a comparire diciture come:

Pescato in modo ecosostenibile”

Certificato da Friends of the sea”

Per capire chi veramente attua una pesca del tonno in modo non distruttivo, e quindi quali marche preferire negli acquisti, fare riferimento alla classifica risultante dalla campagna di Greenpeace: http://www.greenpeace.it/tonnointrappola/

 

Inquinanti e coadiuvanti tecnologici

Sono coadiuvanti tecnologici i solventi per la decaffeinazione del caffè, i chiarificanti per bevande e succhi di frutta, i demetalizzanti per il vino bianco, i decoloranti per oli e grassi, gli intorbidenti per aranciata e limonata, o gli enzimi (caglio per i formaggi, lievito per il pane, fermenti per la birra, ecc.).

Ma anche metalli pesanti, bisphenol-A (rilasciato da certi contenitori di plastica), PCBs (bifenile policlorurato), perclorato, pesticidi o altre sostanze tossiche trovate nei cibi.

Quali siano queste sostanze in etichetta non c'è nessun obbligo di segnalazione.

 

Frasi incomprensibili nelle etichette

La legge europea afferma che il consumatore medio deve comprendere le diciture sulla salute presenti in etichette.

Affinché vi sia la garanzia che ciò che è scritto in etichetta sia quanto di più comprensibile possa essere fatto per il consumatore le industrie alimentari devono attenersi ad alcune norme previste nell’articolo 5 del regolamento europeo (1924/2006). Il testo dice che “l’impiego di indicazioni nutrizionali e sulla salute è consentito solo se ci si può aspettare che il consumatore medio comprenda gli effetti benefici secondo la formulazione dell’indicazione”.

Un successivo regolamento (UE) n. 1169/2011 dice che le etichette alimentari devono essere precise, chiare e facilmente comprensibili, in modo da aiutare i consumatori a compiere scelte alimentari e dietetiche consapevoli.

Al fine di garantire una ulteriore tutela le scritte riguardanti la salute che i produttori vogliono inserire in etichetta devono essere approvate dall’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare).

Se esistono tutte queste forme di tutela allora perché in etichetta a volte troviamo queste frasi (i cosiddetti claim)?

 

La sostituzione di amidi digeribili con amido resistente in un pasto contribuisce alla riduzione dell’aumento del glucosio ematico post-prandiale”

La betaina contribuisce al normale metabolismo dell’omocisteina”

La biotina contribuisce al normale metabolismo dei macronutrienti”

Il calcio interviene nel processo di divisione e di specializzazione delle cellule”

Il folato contribuisce alla normale emopoiesi”

Il magnesio contribuisce all’equilibrio elettrolitico”

Il selenio contribuisce alla normale spermatogenesi”

Lo zinco contribuisce al normale metabolismo acido-base”

 

Diciamo la verità, queste frasi sono incomprensibili ai più, e fanno nascere il sospetto che vengano utilizzate più che altro come forme di marketing, per dare l’impressione che il prodotto sia particolarmente benefico per la salute, o comunque più benefico di un simile prodotto che però non riporta queste frasi.