ADDITIVI

 

Si tratta di sostanze senza alcun valore nutrizionale che vengono aggiunte al cibo per migliorarne le caratteristiche.

Solo pochi alimenti per legge non possono contenere additivi, sono:

acqua minerale naturale, latte fresco, yoghurt naturale, uova, miele, zucchero, pasta essiccata (escluso quella priva di glutine), riso (escluso quello a cottura rapida), caffè in polvere, noci, semi, legumi, cereali, verdure fresche, patate fresche.

Gli additivi sono i seguenti:

 

  1. Coloranti

Colorano il prodotto o la sola superficie di questo. Lo scopo principale è quello di presentare un prodotto più invitante, più bello. La maggior parte di essi è di origine sintetica.

 

  1. Conservanti

Rallentano o impediscono il deterioramento del cibo da parte di batteri, lieviti e muffe.

 

  1. Antiossidanti

Rallentano o impediscono il processo di ossidazione derivante dall’ossigeno presente nell’aria.

 

  1. Correttori di acidità

Correggono l’acidità di un cibo o una bevanda per prolungarne la conservazione o mantenere intatto il gusto.

 

  1. Addensanti, emulsionanti e stabilizzanti

Servono a migliorare la consistenza del prodotto e a tenere unite sostanze che altrimenti tenderebbero a separarsi, per esempio grassi e acqua.

 

  1. Esaltatori di sapidità

Servono per intensificare il gusto degli alimenti riuscendo a mascherare eventuali difetti e mancanze.

 

  1. Agenti di rivestimento

Sono le cere e le glasse che servono per dare un aspetto brillante al prodotto, o a formare un rivestimento protettivo.

 

  1. Edulcoranti

Servono per sostituire lo zucchero nei prodotti light o per persone che non possono assumere lo zucchero.

 

  1. Amidi modificati

Si chiamano così perché sono il risultato di trattamenti chimici eseguiti su amidi alimentari che vengono modificati per conferire loro determinate caratteristiche. Nonostante il nome sospetto sono ritenute non problematiche per l’organismo umano.

Come riconoscerli

Gli additivi autorizzati dall’EFSA vengono indicati con:

  • il nome della categoria (per es.: conservante) e il nome dell’additivo (per es.: acido tartarico);

oppure

 

  • dalla lettera E (che sta per Europa) seguita dal codice numerico di 3 o 4 cifre (per es.: E334).

Uno studio condotto alcuni anni fa ha evidenziato che in Italia il consumo annuo di additivi può essere attestato sui 5 kg pro/capite.

 

Sebbene la lista degli additivi possa sembrare una noiosa lista di codici molto simili tra di loro, vi invitiamo a scaricare questa lista dal sito: http://www.laleva.cc/alimenti/Enumbers.pdf perché questa lista non fornisce solo la spiegazione dei codici, ma anche il loro grado di tossicità.

Il grado di tossicità è facilmente individuabile da una lettera posta accanto ad ogni elemento. Va da innocuo (A) a pericoloso (E) fino a proibito (F).

 

Ma servono veramente?

E soprattutto sono innocui per la nostra salute?